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Antica
Trattoria del Tempio |
A proposito di mangiare
Fino agli anni 50 del secolo scorso uno dei piatti fondamentali della cucina
Vicobaronese, nei mesi freddi, era la Pulëita consâ
(la polenta condita). Consisteva naturalmente di polenta, ben cotta e un po'
dura, condita con abbondante cipolla soffritta, fino alla doratura, nel burro.
Piatto "poverissimo", ma gustoso.
La polenta si mangiava anche con il baccalà: Pulëita
e mërlüss. Il baccalà
veniva dissalato e poi passato in padella con burro e abbondante cipolla.
Il baccalà all'epoca costava pochissimo e quindi anche questo era un
piatto "povero" che veniva servito con molta polenta, molta cipolla
e puciâ (sugo) e un pezzetto mai abbondante di baccalà
- che anche se costava poco, quel poco bisognava pagarlo.
Naturalmente la polenta si mangiava anche in molti altri modi a Vicobarone:
Pulëita e saracâ (polenta
con salacche), Pulëita e latt (polenta col latte), Pulëita
e fritürâ (polenta con interiora del maiale fritte in
padella) e anche la Pulëita surda (solo polenta).
Sarà forse per questo nostro mangiar polenta che nei paesi vicini ci
chiamavano Pulëitô (polentoni), soprannome poco
gradito dai Vicobaronesi e considerato un vero insulto. Il dire Pulëitô
ëd Vigbarô
era la causa scatenante delle risse che
scoppiavano puntuali, in occasione di feste e fiere, tra Vicobaronesi e gente
dei paesi vicini
Alcuni proverbi sul
mangiare:
* Ël müs ëd gogn lè brütt, ma cött ël
pias a tütt
il grugno suino è brutto a vedersi, ma
quando è cotto piace a chiunque
* Chi vânsa la fava, mângiâ ël
ghërghiô
chi avanza le fave (per presupposta abbondanza)
alla fine sarà costretto a mangiare il parassita che le abita
* Buca së vött, mângiâ s'ëg'nè
bocca scegli ciò che vuoi, mangia ciò che trovi
(i capricci di gola non sempre coincidono con la disponibilità del
cibo in tavola)
* Ghëlëinâ veciâ la fa bô 'l brod
gallina vecchia fa buon brodo
questi e tanti altri proverbi sul mangiare si trovano sul 3° volume
del glossario dialettale di Vicobarone che è disponibile
presso la segreteria dell'associazione culturale Pe 'd fèr
(tel. 0523.868507)